Registro Imprese

Sezione Registro Imprese
Ultimo aggiornamento: 04 Ottobre 2018
Home > Registro Imprese - Pratiche > Abilitazioni - Abilitazione all'attività di autoriparatore
Argomenti

Passa a...

Abilitazione all'attività di autoriparatore


Soggetti interessati

La legge 122/92 disciplina l'attività di manutenzione e di riparazione dei veicoli e dei complessi di veicoli a motore, ivi compresi ciclomotori, macchine agricole, rimorchi e carrelli adibiti a trasporto su strada di persone e di cose.

L'attività di autoriparazione può riguardare:

  1. meccatronica (ex meccanica e motoristica ed elettrauto)
  2. carrozzeria
  3. gommista

L'esercizio delle suddette attività è soggetto alla presentazione di una SCIA al Suap competente.

Sono soggette alla stessa disciplina anche le imprese esercenti in prevalenza attività di commercio e noleggio di veicoli e le imprese di autotrasporto merci per conto terzi iscritte all'Albo degli autotrasportatori che svolgano, con carattere strumentare o accessorio attività di autoriparazione, nonché ogni altra impresa o organismo di natura privatistica che svolga attività di autoriparazione per esclusivo uso interno.

La presentazione della SCIA al Suap non esonera l'impresa dal presentare l'iscrizione nel Registro delle Imprese o la denuncia al REA, indicando gli estremi della SCIA.


Requisiti

Requisiti morali (vedi tabella dei soggetti che devono compilare autocertificazione per antimafia) .

L'impresa deve documentare per ogni unità locale sede di officina, la preposizione di un responsabile tecnico in possesso dei requisiti personali e tecnico professionali di cui all'art. 7 della legge 122/92. Non può essere preposto alla gestione tecnica un consulente o un professionista esterno.

L'elenco dei requisiti necessari per la nomina a responsabile tecnico sono:

Personali (devono essere posseduti tutti):

  • cittadinanza italiana o di altro Stato membro dell'Unione Europea o di altro Stato in cui sia operante la condizione di reciprocità
  • non aver riportato condanne definitive per reati commessi nell'esecuzione degli interventi di sostituzione, modificazione o ripristino di veicoli a motore, per i quali è prevista una pena detentiva

Professionali (è sufficiente possederne uno):

  • aver esercitato, per almeno tre anni nell'arco degli ultimi cinque, l'attività di autoriparazione come dipendente (operaio qualificato), titolare, socio o familiare collaboratore nell'ambito di imprese operanti nel settore
  • aver frequentato con esito positivo un apposito corso regionale teorico - pratico di qualificazione oppure aver conseguito un titolo di studio a carattere tecnico - professionale attinente all'attività, seguiti da almeno un anno di esercizio dell'attività di autoriparazione come operaio qualificato nell'arco degli ultimi cinque
  • aver conseguito in materia tecnica attinente all'attività un diploma di istruzione secondaria di secondo grado o un diploma di laurea

Ai sensi dell'art. 6 della legge 5/01/1996, n. 25 sono abilitati i titolari o soci di imprese, ancorché cessate, che dimostrino di avere svolto professionalmente l'attività nel corso di periodi pregressi all'entrata in vigore della legge 122/1992, per una durata non inferiore ad un anno, essendo stati iscritti per tali attività nell'Albo delle Imprese Artigiane o nel Registro delle Ditte.

Nel caso di requisito tecnico-professionale (titolo di studio e/o esperienza lavorativa) maturato all'estero sarà necessario il preventivo riconoscimento effettuato dal Ministero dello Sviluppo Economico, vedi modulistica e istruzioni al seguente link: www.sviluppoeconomico.gov.it


Modalità di presentazione e modulistica

Le imprese che intendono iniziare una delle attività sopracitate devono presentare una SCIA al Suap competente per territorio.

Per l'esercizio dell'attività di autoriparazione:

  • se per l'impatto acustico non si superano le soglie di zonizzazione comunale;
  • se si tratta di officine di superficie coperta superiore a 300 mq;
  • se si tratta di officine meccaniche per lavorazioni a freddo con oltre 25 addetti;

si applica il regime della SCIA unica (art. 19-bis comma 2, legge 241/1990), prevista qualora per lo svolgimento di un'attività soggetta a Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) siano necessarie altre SCIA o comunicazioni e notifiche. L'attività può essere avviata contestualmente alla presentazione della SCIA. In questo caso l'impresa può presentare contestualmente l'iscrizione nel Registro delle Imprese e/o nel REA.

  • se per l'impatto acustico si superano le soglie di zonizzazione comunale;
  • nel caso di emissioni in atmosfera con utilizzo di impianti a ciclo aperto e utilizzo complessivo di vernicianti pronti all'uso giornaliero non superiore o superiore a 20 kg

si applica il regime della SCIA condizionata (art. 19-bis, comma 3, legge 241/1990), prevista quando l'attività oggetto di Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) sia appunto condizionata all'acquisizione di atti di assenso comunque denominati e non può essere avviata subito, bensì subordinatamente al rilascio del nulla osta.

Solo dopo l'ottenimento della necessaria autorizzazione/nulla osta, l'impresa può denunciare l'attività al Registro Imprese/REA.


Variazione del Responsabile Tecnico

La variazione del responsabile tecnico è soggetta a comunicazione al SUAP competente e deve essere denunciata anche al R.E.A.


Diritti e bolli

Oltre ai diritti e bolli previsti per le sopracitate pratiche Registro Imprese sono dovuti ulteriori diritti di segreteria pari ad € 9,00 per le imprese individuali e € 15,00 per le società.


Termine di presentazione

Nella pratica del Registro delle Imprese, così come indicato nelle schede richiamate nel paragrafo "Modalità di presentazione e modulistica", dovrà essere indicata, come data di inizio attività, la data di presentazione della SCIA in caso di SCIA unica o del rilascio dell'autorizzazione/nulla osta in caso di SCIA condizionata.


Sanzioni

Le province e i comuni vigilano sull'applicazione della normativa disciplinante l'attività di autoriparazione.
L'esercizio dell'attività di autoriparazione da parte di una impresa non abilitata è punito con una sanzione amministrativa da € 5.164,57 a € 15.493,71 e con la confisca delle attrezzature e delle strumentazioni utilizzate per l'attività illecita.
L'esercizio da parte di una impresa di attività di autoriparazione diverse da quella denunciata è punito, salvo il caso di operazioni strettamente strumentali o accessorie rispetto all'attività principale, con una sanzione amministrativa da € 2.582,28 a € 7.746,85 e con la confisca delle attrezzature e delle strumentazioni utilizzate per l'attività illecita.


Argomenti correlati

Come reinviare una pratica di correzione
Come inviare un messaggio attraverso il "diario messaggi"
Come aggiungere un allegato


Ufficio Registro Imprese

Per informazioni:

Tel.: 0574/612845
Indirizzo: via del Romito 71, 59100 Prato

E-mail: registro.imprese@po.camcom.it

Orario di apertura al pubblico:

Lunedì-Venerdì ore 8.30/12.30
Lunedì e Giovedì ore 14.30/15.40
Sabato chiuso

Normativa

L. n. 122/1992
D.P.R. n. 558/1999
L. n.224/2012

Aggiornamenti

12-11-2018
Diritto annuale: aggiornata pagina segnalazioni di irregolarità

05-10-2018
Aggiornata pagina "Abilitazione all'attività di autoriparatore"

28-09-2018
Aggiornato elenco degli iscritti al ruolo dei periti e degli esperti

26-09-2018
Aggiornati i moduli di richiesta Carnet ATA

12-09-2018
Diritto annuale: è possibile pagare il diritto 2018 con il ravvedimento

01-08-2018
Aggiornato elenco degli iscritti al ruolo dei periti e degli esperti

Esprimi il tuo giudizio
Aiutaci a migliorare questa pagina

Esprimi un giudizio sul sito


Aiutaci a migliorare!
La votazione Ŕ anonima e non richiede registrazione.

Giudizio positivo
Giudizio sufficiente ma pagina migliorabile
Giudizio negativo

Per il seguente motivo (selezionare solo un'opzione):