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Ultimo aggiornamento: 11 Marzo 2020
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Domanda di cancellazione protesti


 

Le presenti disposizioni si applicano alle domande di cancellazione di protesti di cambiali tratte accettate e vaglia cambiari, a seguito del pagamento dei protesti levati nella provincia di Prato nonché nelle altre ipotesi disciplinate dall'art. 4 della legge 77/1955 e dall'art.17, comma 6- bis della legge 108/1996. Il soggetto protestato può ottenere la cancellazione o annotazione nel Registro Informatico dei Protesti per avvenuto pagamento e la cancellazione per illegittimità o erroneità della levata, secondo quanto previsto dalla normativa vigente e dalla presente disciplina.

 


Cancellazione per avvenuto pagamento ovvero annotazione

Il debitore protestato può chiedere la cancellazione dal Registro Informatico dei Protesti nei seguenti casi:

  • se entro il termine di 12 mesi dalla levata del protesto, il debitore esegue il pagamento della cambiale tratta accettata o del vaglia cambiario, unitamente agli interessi maturati come dovuti ed alle spese per il protesto, per il precetto e per il processo esecutivo eventualmente promosso. Se il pagamento è avvenuto oltre detto termine, il debitore può chiedere l'annotazione nel Registro dell'avvenuto pagamento;
  • nel caso di riabilitazione del protestato ai sensi della legge 108/96;
  • nel caso di protesto levato illegittimamente o erroneamente.

Assegni postali

Ai sensi del D.P.R. 144/2001 e successive modifiche e integrazioni, le norme relative agli assegni bancari si estendono nella loro interezza agli assegni postali.


Domanda di cancellazione cambiali tratte accettate e vaglia cambiari pagati entro 12 mesi dalla levata del protesto

La domanda di cancellazione può riguardare più protesti, levati anche in mesi diversi, purché riferiti ad uno stesso soggetto giuridico. Nel caso di cointestazione del protesto a più persone fisiche, la domanda può essere presentata anche da una sola delle persone interessate, la quale richiede la cancellazione anche per le altre.

Alla domanda di cancellazione devono essere necessariamente allegati i titoli quietanzati e gli atti di protesto tutti in originale.

Per titolo quietanzato si intende, in alternativa:

a) la cambiale tratta accettata o il vaglia cambiario recanti il timbro "pagato" dell'istituto di credito, dell'ufficiale levatore o del creditore, con la data del pagamento e la firma del soggetto responsabile;
b) la cambiale tratta accettata o il vaglia cambiario con dichiarazione liberatoria per avvenuto pagamento sottoscritta dal creditore, completa di copia fotostatica di un suo documento di identità in corso di validità e di tutti gli elementi contenuti nel fac-simile predisposto dalla Camera di Commercio di Prato. La dichiarazione deve essere in regola con l'imposta di bollo.

Qualora il debitore non sia ancora in possesso del titolo, deve allegare una dichiarazione rilasciata da un istituto di credito attestante il deposito dell'importo del titolo vincolato al portatore, ai sensi dell'art. 9 del D.P.R. 290/1975, secondo il fac- simile predisposto. L'istituto di credito dovrà rilasciare l'attestato di deposito vincolato su carta intestata e firmato in calce dal funzionario responsabile. Non saranno accettati attestati di deposito vincolato privi dei dati richiesti.

Nel caso in cui debitore non sia in possesso del "titolo" a causa di smarrimento o distruzione dello stesso, trascorso un anno dalla data di levata del protesto potrà inoltrare al Tribunale competente la richiesta di riabilitazione (vedi art. 6).


Domanda di cancellazione a seguito di riabilitazione del Tribunale

Il debitore protestato che abbia ottenuto la riabilitazione a norma dell'art. 17, comma 6 bis della legge 7 marzo 1996, n. 108, ha diritto ad ottenere la cancellazione definitiva dei dati relativi al protesto, presentando la domanda di cancellazione alla Camera di Commercio conformemente alle previsioni di cui all'art. 4 tramite il modello all'uopo predisposto. Alla domanda deve essere allegato il decreto di riabilitazione in copia conforme rilasciata dal competente Tribunale. La conformità del decreto può essere attestata anche dagli avvocati, in base alla normativa vigente sul processo telematico, ai sensi dei rispettivi articoli e commi del D.L. n. 179/2012 (la dichiarazione di conformità dovrà riportare esattamente, a seconda dei casi, gli estremi di legge). Occorre distinguere i due seguenti casi:

a) copia analogica (cartacea) estratta dal fascicolo telematico: la certificazione di conformità deve essere apposta in calce al documento analogico, firmato dall'avvocato (allegare copia del documento di identità del firmatario);
b) copia informatica estratta dal fascicolo telematico: il file contenente la copia del decreto con in calce la dichiarazione di conformità dovrà essere firmato digitalmente dall'avvocato.

Non è necessario allegare copia conforme all'originale del decreto di riabilitazione se il provvedimento è già stato acquisito agli atti in quanto trasmesso d'ufficio dal Tribunale competente. In questo caso la Camera di Commercio acquisisce agli atti il decreto, dandone pubblicità nel Registro Informatico dei Protesti.

La riabilitazione deve essere richiesta al competente Tribunale:

a) per gli assegni, qualora il debitore protestato abbia adempiuto all'obbligazione per la quale il protesto è stato levato e non abbia subito ulteriore protesti nell'anno successivo. La normativa non prevede, per quanto riguarda gli assegni, la cancellazione dei relativi protesti prima che sia decorso un anno dalla data di levata degli stessi, anche se il pagamento è avvenuto entro i 12 mesi;
b) per le cambiali tratte accettate e vaglia cambiari, per avvenuto pagamento oltre 12 mesi dalla levata del protesto.

La Camera di Commercio provvede a dare pubblicità del Decreto di Riabilitazione nel Registro Informatico dei protesti per un periodo di 10 giorni, decorso il quale adotta il provvedimento dirigenziale di cancellazione.


Domanda di cancellazione per levata erronea o illegittima

Il debitore che ritenga di aver subito illegittimamente o erroneamente il protesto presenta alla Camera di Commercio di Prato la relativa domanda , specificando esplicitamente i motivi per i quali ritiene la levata del protesto illegittima o erronea. Dovrà altresì allegare tutta la documentazione atta a dimostrare che il protesto è stato levato illegittimamente o erroneamente, nell'ipotesi di cui all'art. 4, comma 2 della legge 77/1955.

L'atto di protesto è illegittimo quando manchi di alcuno dei suoi requisiti essenziali o risultino altrimenti violate le norme di legge o di regolamento disciplinanti l'attività di levata.

L'atto di protesto è erroneo quando il suo contenuto, per errore del richiedente o dell'Ufficiale levatore, sia in contrasto con le risultanze documentali.

Eventualmente, qualora ne sia in possesso, il richiedente potrà allegare i titoli di cui chiede la cancellazione (assegni o cambiali tratte accettate e vaglia cambiari). L'istanza può essere presentata anche dall'Ufficiale levatore che abbia proceduto alla levata illegittimamente o erroneamente, o dall'azienda di credito o Ufficio postale che abbiano preceduto erroneamente o illegittimamente alla presentazione del titolo per la levata del protesto.


Domanda di annotazione

Ai sensi dell'art. 4 della L. 77/1955 e s.m. relativamente alle cambiali tratte accettate e vaglia cambiari "il debitore che provveda al pagamento oltre il predetto termine (12 mesi dalla levata del protesto) può chiederne l'annotazione sul registro informatico".

Nel caso di cambiali tratte accettate e vaglia cambiari è possibile quindi presentare domanda di annotazione dell'avvenuto pagamento oltre i 12 mesi dalla levata del protesto, corredata dal titolo originale con atto di protesto e quietanza di pagamento in originale, comprensiva di spese e interessi, rilasciata dal beneficiario del titolo completa di un suo documento di identità valido.

Per quanto concerne gli assegni, la normativa non prevede la possibilità di cancellazione dal Registro Informatico prima che sia decorso un anno dalla data di levata degli stessi, anche se il pagamento è avvenuto entro i 12 mesi. Tenuto conto degli art. 5 e 16 del Regolamento (UE) 2016/679, il soggetto protestato può richiedere l'annotazione dell'avvenuto pagamento anche prima della decorrenza di un anno dalla data di levata del protesto. Alla domanda di annotazione dovrà essere allegata copia conforme del titolo con atto di protesto rilasciata da azienda di credito e quietanza di pagamento in originale, comprensiva di spese e interessi, rilasciata dal beneficiario del titolo completa di un suo documento di identità valido.

L'annotazione di avvenuto pagamento non comporta in alcun modo la cancellazione del protesto, ma costituisce esclusivamente una informazione aggiuntiva inserita nel Registro Informatico dei Protesti con dicitura "Pagato dopo il protesto".


Irricevibilità della domanda

La domanda è irricevibile:

a) quando non è compilata in tutte le sue parti o non è firmata dal debitore o sottoscrittore interessato;
b) quando non è corredata dagli allegati previsti;
c) quando viene presentata per protesti levati al di fuori della circoscrizione di competenza della Camera di Commercio di Prato ;
d) quando è priva dei diritti di segreteria dovuti alla Camera di Commercio.

In caso di domanda irricevibile trasmessa via posta, si procede a comunicare al debitore o sottoscrittore interessato l'impossibilità di istruire la pratica, specificando i dati mancanti o incompleti.


Presentazione della domanda

Nel caso di presentazione della domanda all'Ufficio Protesti della Camera di Commercio, il funzionario addetto provvede a rilasciare contestualmente all'utente ricevuta firmata attestante la presentazione dell'istanza.

Se la domanda viene spedita a mezzo servizio postale, si considera come data di presentazione il giorno di ricevimento da parte dell'Ufficio Protesti della Camera di Commercio. La relativa ricevuta sarà inviata all'utente per posta o all'eventuale indirizzo di posta elettronica indicato nella domanda.


Istruttoria

L'ufficio competente verifica la regolarità e la completezza della domanda. Ai fini dell'istruttoria l'ufficio può svolgere qualsiasi attività necessaria per la decisione della domanda, ivi compresa l'eventuale richiesta ad altri uffici o Enti di ulteriore documentazione o informazioni. Il termine per provvedere sull'istanza di cancellazione è stabilito in 20 giorni dal ricevimento della stessa e può essere sospeso per una sola volta, quando il Responsabile del procedimento ravvisi la necessità di chiarimenti o di integrazioni sulla documentazione prodotta.

La sospensione è comunicata all'interessato a mezzo lettera raccomandata ovvero via Pec, o con altro mezzo atto a dare prova dell'avvenuta ricezione e non può eccedere i 10 giorni decorrenti dal ricevimento da parte dell'interessato della relativa comunicazione.

Il termine di conclusione del procedimento riprende a decorrere dal momento del ricevimento da parte dell'Ente dell'ulteriore documentazione o dei chiarimenti richiesti.

Ai sensi dell'art. 10-bis della legge 7 agosto 1990, n. 241, prima della formale adozione di un provvedimento negativo, il Responsabile del procedimento comunica tempestivamente agli istanti, con lettera raccomandata con avviso di ricevimento ovvero via Pec, o con altro mezzo atto a dare prova dell'avvenuta ricezione, i motivi che ostano all'accoglimento della domanda, per consentire loro di presentare osservazioni e ulteriore documentazione.

Il responsabile del procedimento sottopone la proposta di provvedimento al Dirigente competente ad adottare la decisione finale.


Decisione del Dirigente

Il Dirigente dispone con propria determinazione sulle istanze di cancellazione dal Registro Informatico dei Protesti di cui all'art. 4 entro 20 giorni dalla data di presentazione. In caso di accoglimento dell'istanza, il Dirigente, sotto la sua personale responsabilità, cura l'esecuzione del provvedimento, mediante la cancellazione definitiva dal Registro Informatico dei Protesti, dei dati relativi al protesto, da effettuare non oltre 5 giorni dalla data del provvedimento medesimo.

In caso di accoglimento dell'istanza di cancellazione, ne sarà data comunicazione all'interessato entro 10 giorni dalla data del provvedimento del Dirigente.

Nel caso di rigetto della domanda, nel relativo provvedimento deve essere indicata la possibilità di presentare ricorso al Giudice di Pace della provincia in cui risiede il debitore protestato o è fissata la sede legale in caso di società, a norma dell'art. 414 e ss. del c.p.c.

Nello stesso termine di 20 giorni dalla data di presentazione dell'istanza il Dirigente dispone con propria determinazione l'annotazione dell'avvenuto pagamento nel Registro Informatico dei Protesti con dicitura "Pagato dopo il protesto".


Cancellazione dagli Elenchi di cui all'art. 3 Legge 77/1955

Qualora entro l'ultimo giorno del mese la Camera di Commercio abbia agli atti domande di cancellazione relative a protesti riferiti a quel mese di levata non ancora pubblicati e che abbiano già ottenuto il provvedimento di accoglimento del Dirigente, si procederà a cancellare il protesto dagli elenchi di cui all'art. 3 della legge 77/1955, come sostituito dall'art. 1 della legge 235/2000, escludendo dalla pubblicazione sul Registro il nominativo cancellato. In tali casi le determinazioni relative all'accoglimento delle istanze di cancellazione dal Registro Informatico dei Protesti non vengono pubblicate all'albo camerale.


Sospensione della pubblicazione

Il debitore può notificare alla Camera di Commercio l'eventuale provvedimento d'urgenza concesso dal Tribunale ai sensi dell'art. 700 del codice di procedura civile, con il quale viene disposta la sospensione della pubblicazione del protesto. In tali casi l'Ufficio Protesti provvede direttamente alla sospensione del protesto dal Registro.


Accesso ai documenti e loro restituzione

Tutti i documenti depositati in originale dal richiedente potranno essere restituiti dopo che la determinazione dirigenziale sia divenuta definitiva e dopo la loro acquisizione nel protocollo informatico dell'Ente. La Camera di Commercio conserverà agli atti le copie conformi informatiche di tutta la documentazione restituita.

Conformemente al Regolamento generale sulla protezione dei dati nell'Unione Europea (GDPR), tutti i dati e la documentazione forniti saranno utilizzati esclusivamente per l'esame delle domande e saranno oggetto di trattamento svolto con o senza l'ausilio di strumenti informatici nel pieno rispetto della normativa sopra richiamata e degli obblighi di riservatezza.


Ufficio Protesti:

Le informazioni all’utenza sono fornite solo telefonicamente.
E’ possibile chiamare l’Ufficio Protesti nell’orario di apertura o inviare una mail all’indirizzo protesti@po.camcom.it indicando anche un recapito telefonico.

Per informazioni:

Tel. 0574/612713 - 0574/612889
Indirizzo: via del Romito 71

email: protesti@po.camcom.it

Orario di apertura al pubblico:

Lunedì-Venerdì ore 8.30/12.30
Lunedì e Giovedì ore 14.30/15.40
Sabato chiuso

Normativa

Legge 77/1955L. 77/1955
Legge 108/1996L. 108/1996

Aggiornamenti

28-11-2019
Aggiornata modulistica sezione Protesti

05-09-2019
Aggiornata modulistica sezione Protesti

04-09-2019
Aggiornata pagina "Domanda di cancellazione protesti"

02-07-2019
Aggiornata pagina Domanda di cancellazione protesti

23-05-2019
Aggiornata modulistica "Istanza di cancellazione protesti"

27-06-2018
Aggiornata informativa sulla privacy su modulistica Ufficio Protesti

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