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Ultimo aggiornamento: 29 Giugno 2020
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Emergenza COVID-19: Domande e Risposte sulle attività economiche consentite

FAQ relative all'applicazione del DPCM 10 aprile 2020

D. Un bar può effettuare consegne a domicilio, rispettando la distanza di un metro, senza fare modifiche all'attività già presente in visura?
R. Si, non è necessario integrare l'attività aggiungendo la consegna a domicilio, trattandosi di prestazione accessoria e presumibilmente temporanea rispetto a quella principale.

D. Un'impresa che svolge l'attività di produzione di pasticceria può fare la vendita a domicilio, deve presentare anche la Scia al Comune oppure no?
R. Per la consegna a domicilio dei propri prodotti di laboratorio non è richiesta la Scia. E' rimessa alla valutazione dell'impresa se integrare presso il Registro delle Imprese e quindi in visura, la descrizione dell'attività svolta.

D. Come ci si comporta in caso di denuncia attività nel periodo di vigenza dei provvedimenti restrittivi per Covid-19?
R. Nel caso di denuncia di attività con data inizio nel periodo di sospensione/chiusura forzata disposta con i provvedimenti emanati per far fronte all'emergenza sanitaria, le pratiche saranno gestite normalmente, richiedendo solo i titoli abilitativi eventualmente previsti dalla normativa che disciplina la specifica attività (Scia, comunicazione, iscrizioni abilitanti, ecc.).
La procedura ordinaria di iscrizione sarà applicata anche in caso di denunce presentate per regolarizzare i codici Ateco dopo il "chiudi Italia" o per specificare o integrare l'attività denunciata. In questo caso la "nuova" attività dichiarata dovrà trovare corrispondenza con quanto risulta all'Agenzia delle Entrate.

D. I negozi e gli altri esercizi di commercio al dettaglio che vendono prodotti diversi da quelli alimentari o di prima necessità e che quindi sono temporaneamente chiusi al pubblico, possono proseguire le vendite effettuando consegne a domicilio?
R. Sì, è consentita la consegna dei prodotti a domicilio, nel rispetto dei requisiti igienico sanitari sia per il confezionamento che per il trasporto, ma con vendita a distanza senza riapertura del locale. Chi organizza le attività di consegna a domicilio - lo stesso esercente o una cd. piattaforma - deve evitare che al momento della consegna ci siano contatti personali a distanza inferiore a un metro (i prodotti di prima necessità sono elencati nell'allegato 1 al Dpcm 10 aprile 2020).

D. Sono sospese le attività di somministrazione di alimenti e bevande, anche artigianali, che effettuano il consumo sul posto e/o prevedono l'asporto (compresi preparazione di pasti da portar via "take-away" quali, ad esempio, rosticcerie, piadinerie, friggitorie, gelaterie, pasticcerie, pizzerie al taglio senza posti a sedere)?
R,. Sì, tali attività sono sospese, fatta eccezione per gli esercizi che effettuano la somministrazione di alimenti e bevande posti nelle aree di servizio e rifornimento carburante lungo le autostrade, che possono vendere solo prodotti da asporto da consumarsi al di fuori dei locali. Resta consentito il servizio di consegna a domicilio, nel rispetto dei requisiti igienico sanitari, sia per il confezionamento che per il trasporto. Chi organizza le attività di consegna a domicilio - lo stesso esercente o una cd. piattaforma - deve evitare che al momento della consegna ci siano contatti personali a distanza inferiore a un metro.

D. E' consentita la vendita in negozio (vendita al dettaglio) di prodotti la cui produzione è ancora consentita (dall'allegato 2 del Dpcm 10 aprile 2020), ma che non sono elencati nell'allegato 1 del Dpcm 10 aprile 2020?
R. No. Le attività di commercio al dettaglio restano disciplinate dall'allegato 1 del Dpcm 10 aprile 2020. La produzione di prodotti, autorizzata ai sensi dell'allegato 3 del Dpcm 10 aprile 2020 non ne autorizza la vendita al dettaglio. Restano comunque consentite le altre forme di vendita previste dall'allegato 1 del Dpcm 10 aprile 2020 (via internet; per televisione; per corrispondenza, radio, telefono; per mezzo di distributori automatici).

D. Ho un sito per la vendita di prodotti online. Posso continuare l'attività di vendita?
R. Sì, l'attività di commercio di qualsiasi prodotto effettuata online ovvero mediante altri canali telematici è sempre consentita alla luce della disciplina per gli esercizi commerciali prevista dall'allegato 1 del Dpcm 10 aprile 2020.

D. La consegna a domicilio di alimenti e bevande è consentita solo alle attività di ristorazione o vale anche per le altre attività di produzione e vendita di alimenti e bevande, come per esempio un bar o una pasticceria?
R. Tutti gli esercizi autorizzati alla commercializzazione e somministrazione di cibi e bevande, compresi i prodotti agricoli, possono consegnare a domicilio tali prodotti. Devono essere rispettati i requisiti igienico sanitari, sia per il confezionamento che per il trasporto. Chi organizza l'attività di consegna a domicilio - lo stesso esercente o una cd. piattaforma - deve evitare che al momento della consegna ci siano contatti personali a distanza inferiore a un metro.

D. E' consentito all'imprenditore o a un suo preciso delegato accedere a un'azienda o a un cantiere chiuso, per verificare lo stato dei beni o per per motivi di sicurezza?
R. Per le attivita' produttive sospese è ammesso, previa comunicazione al Prefetto, l'accesso ai locali aziendali di personale dipendente o terzi delegati per lo svolgimento di attività di vigilanza, attività conservative e di manutenzione, gestione dei pagamenti nonchè attività di pulizia e sanificazione.

D. Per le attività produttive sospese è consentita la spedizione e ricezione di merci?
R. Si, è consentita, previa comunicazione al Prefetto, la spedizione verso terzi di merci giacenti in magazzino nonché la ricezione in magazzino di beni e forniture.

D. La mia attività prevalente non rientra tra i codici ATECO indicati ma, invece, vi rientra il codice ATECO di una delle mie attività secondarie, per la quale, pertanto, posso continuare ad operare. Devo preventivamente darne comunicazione al Prefetto?
R. No, la comunicazione al Prefetto non è necessaria in quanto l'attività ricade tra quelle essenziali riportate nell'allegato. Tale comunicazione è invece richiesta per continuare a svolgere una attività non ricompresa fra i codici Ateco indicati nell'allegato, ove se ne assuma la necessità per la continuità di una delle filiere prioritariamente e assolutamente garantite, ed è appunto sulla verifica di tale necessità che dovrà appuntarsi il controllo prefettizio.

D. Nel caso vi siano incongruenze tra i codici ATECO risultanti nella visura camerale e quelle risultanti dall'attribuzione della partita IVA, quali codici devo considerare al fine di verificare se la mia attività debba essere sospesa o meno?
R. Si ritiene che i codici attività risultanti dalla visura camerale siano quelli che rilevano ai fini della corretta descrizione dell'attività effettivamente svolta; quindi, quelli da prendere in considerazione per la verifica della prosecuzione o meno delle attività.

D. Sono un soggetto che svolge piè attività e ho piè codici ATECO. Posso continuare a operare solo se tutti i miei codici attività sono indicati in Tabella?
R. Non è necessario che tutti i codici ATECO siano inclusi nella Tabella; tuttavia, l'attività che potrà proseguire sarà solo quella individuata dal codice ATECO riportato in Tabella.

D. La mia attività prevalente non rientra tra i codici ATECO indicati nella Tabella ma, invece, vi rientra il codice ATECO di una delle mie attività secondarie, per la quale, pertanto, posso continuare ad operare. Devo preventivamente darne comunicazione al Prefetto?
R. No, la comunicazione al Prefetto non è necessaria in quanto l'attività ricade tra quelle essenziali riportate nella Tabella.

D. Sono una impresa che svolge solo occasionalmente un'attività indicata nella Tabella. Posso continuare ad operare?
R. No, i codici ATECO riportati in Tabella servono ad individuare i soggetti che svolgono in via ordinaria alcune attività ritenute essenziali. Non importa se tale attività sia prevalente o secondaria ma deve essere un'attività svolta in modo continuativo, per la quale l'impresa ha correttamente comunicato il codice ATECO tra i propri codici attività.

D. Nella Tabella è indicata la divisione (due cifre) o il gruppo (tre cifre) della mia attività ma non il mio codice ATECO completo. Posso continuare a operare?
R. Si. Nel caso in cui la Tabella indichi una divisione (es. 01, 11, 33) o un gruppo (es.22.1, 27.1, etc.) tutte le ripartizioni subordinate che fanno riferimento a quella divisione o gruppo possono continuare a operare.

D. La Tabella riporta solo codici ATECO a livello di categoria (5 cifre) o sottocategoria (6 cifre) diversi dal mio, ma che ricadono nella stessa divisione o gruppo della mia attività, posso continuare a operare?
R. No, a meno che l'attività non sia oggetto delle deroghe del DPCM (es. attività funzionali ad assicurare la continuità delle filiere indicate nella Tabella; attività funzionali ad assicurare la continuità dei servizi di pubblica utilità e essenziali; attività che erogano servizi di pubblica utilità, nonché servizi essenziali; le attività di produzione, trasporto, commercializzazione e consegna dei farmaci, tecnologia sanitaria e dispositivi medico-chirurgici nonché di prodotti agricoli e alimentari; le attività degli impianti a ciclo produttivo continuo; le attività dell'industria dell'aerospazio e della difesa, nonché le altre attività di rilevanza strategica per l'economia nazionale).

D. Come posso verificare il codice Ateco della mia impresa?
R. La verifica del codice Ateco, prevalente primario e secondario, può essere fatta gratuitamente attraverso il portale www.registroimprese.it. Tali informazioni sono disponibili cliccando, nella lista dei risultati, sulla ricorrenza di interesse e accedendo alla pagina di Dettaglio Impresa.

D. Cosa s'intende per attività funzionali alla filiera delle attività indicate in Tabella e dei servizi essenziali e di pubblica utilità?
R. Per attività funzionali si intendono le attività che, nell'ambito della catena produttiva, assicurano la prosecuzione delle attività indicate in Tabella e dell'erogazione dei servizi essenziali e di pubblica utilità. Ad esempio, si considera attività funzionale la fornitura di beni e servizi per lo svolgimento delle attività indicate in Tabella e per l'erogazione dei servizi essenziali e di pubblica utilità.

D. Per le imprese che non possono proseguire le attività, gli uffici amministrativi possono svolgere le proprie funzioni?
R. Il DPCM prevede che le attività sospese possano comunque proseguire se organizzate in modalità a distanza o lavoro agile, pertanto, non sussistono dubbi in merito alla possibilità di far proseguire da remoto tutte le attività che possono essere svolte in tal modo, come ad esempio, quelle amministrative.

D. Qualora l'attività della mia impresa sia sospesa, è consentita la riunione del Consiglio di Amministrazione nei locali aziendali, alla presenza di un segretario verbalizzatore/dipendente?
R. No. Questa attività potrà essere svolta solo da remoto.

D. Chi è tenuto a fare la comunicazione al Prefetto?
R. Ai fini dello svolgimento dell'attività, devono fare la comunicazione al Prefetto:

  • le imprese che svolgono attività funzionali ad assicurare la continuità delle filiere delle attività indicate in Tabella;
  • le imprese che svolgono attività funzionali ad assicurare la continuità dei servizi essenziali e di pubblica utilità;
  • le imprese che svolgono l'attività attraverso impianti a ciclo produttivo continuo. Tuttavia, non è soggetta a comunicazione l'attività degli impianti a ciclo produttivo continuo finalizzata a garantire l'erogazione di un servizio pubblico essenziale;
  • le imprese che svolgono attività dell'industria dell'aerospazio e della difesa, nonchè altre attività di rilevanza strategica per l'economia nazionale.

D. A quale Prefettura deve essere inviata la comunicazione ?
R. La documentazione deve essere inviata alla Prefettura della Provincia dove sono ubicate le attività produttive.

D. Sono un'impresa funzionale e ho inviato la comunicazione al Prefetto. Posso continuare a operare oppure devo attendere un riscontro dalla Prefettura?
R. Sì, puoi continuare a operare. Il comma 3 dell'art. 2 del DPCM prevede che effettuata la comunicazione, le imprese funzionali possano legittimamente proseguire senza dover attendere un riscontro positivo dalla Prefettura.

D. A seguito della comunicazione, il Prefetto può sospendere l'attività di un'impresa funzionale o di impianti a ciclo produttivo continuo?
R. Sì, il Prefetto può sospendere l'attività ovvero l'impianto a ciclo continuo qualora ritenga che non sussistano rispettivamente le condizioni di funzionalità e il grave pregiudizio all'impianto ovvero un pericolo di incidenti per effetto dell'interruzione.

D. Le società di capitali devono pagare la tassa annuale per la vidimazione dei libri sociali, o c'è una proroga?
R. Il versamento della tassa annuale di vidimazione dei libri sociali è stato prorogato al 20 marzo 2020.


Ufficio Registro Imprese


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