Nasce il Cardato C02 Neutral,
la prima fibra a "zero emissioni"
Un doppio virtuosismo per una fibra prodotta
con materiale tessile riciclato
Non poteva essere che la lana rigenerata il primo prodotto tessile
a "zero emissioni" ad affacciarsi sul mercato: il cardato
nasce infatti dalla lavorazione di tessuti e abiti usati, che
tornano ad essere filato e quindi che possono avere una seconda
vita. Prato, storicamente, svolge questa lavorazione da decenni
ed è impegnata
nel "riciclo" ancora prima che l'impegno in questa direzione
venisse avvertito.
Si tratta di una iniziativa innovativa destinata a ridurre l'impatto
della produzione tessile cardata sull'ambiente sia con interventi
diretti alla riduzione delle emissioni sia con l'acquisto sul
mercato di crediti di emissione. La finalità è duplice:
da una parte rispondere alle esigenze del mercato sempre più ecologicamente
esigente; dall'altra parte veicolare l'immagine di Prato come
un distretto verde.
Partner dell'iniziativa è il Consorzio per la valorizzazione
e la tutela dei prodotti tessili cardati, che ha collaborato
all'individuazione delle 8 aziende della filiera-tipo sulle quali è stata
sperimentata l'operazione, con la consulenza di Prima Q. La validazione
delle emissioni di CO2 prodotte nel ciclo di lavorazione del
cardato è stata affidata a TUV Italia, l'autorevole ente
di certificazione ed ispezione filiale della società tedesca
TUV Sud che per la prima volta ha sperimentato questo percorso
per il settore tessile proprio per il cardato pratese.
COS'E' CARBON NEUTRAL: Il termine
carbon neutral viene usato per descrivere lo stato in cui le emissioni
di CO2 sono state annullate e "compensate" dall`acquisto di credito
carbonico (contribuendo al rimboscamento di alcune aree del pianeta
o con il finanziamento di progetti con fonti energetiche rinnovabili).
In questa prima fase la scelta di acquistare "crediti" sul mercato è quella
che permette di raggiungere l'obiettivo finale più velocemente.
Le successive fasi del progetto prevedono invece di stimolare le
aziende a mettere in campo processi virtuosi per diminuire le proprie
emissioni già in fase di produzione.
IL
DATO: Ad esempio, un ente autorevole anglosassone, il
Carbon Trust, ha misurato che mediamente per la produzione di una
t-shirt da uomo in cotone si immettono in atmosfera 6500Kg di CO2;
per la produzione di un kg di lana rigenerata se ne immettono appena
100,65 g. Anche se la proporzione non è immediata,
sicuramente si può affermare che la produzione di un capo
con lana rigenerata ha già in partenza un minore impatto.
L'annullamento della CO2 nella per la preparazione
della fibra rende i prodotti tessili cardati pratesi ancora più virtuosi.
LE
AZIENDE COINVOLTE: Per avviare il progetto è stato
selezionato un ristretto gruppo di aziende che in via sperimentale
sono state verificate per mettere a punto il protocollo sulle emissioni.
Le aziende coinvolte sono 8 e coprono le varie fasi della filiera
di lavorazione della lana rigenerata. Sono: Lavati Giulio e figli
Snc; Carbonizzo Usella Srl; Rosati Roberto Spa; Nuova Fratelli
Boretti Srl; Rosati Amberto Sas; Progetto Lana Srl; Morganti Roberto
Srl; Carpi Srl. Complessivamente rappresentano circa il 75% della
produzione tessile cardata di Prato. Ogni anno a Prato vengono
riciclate 22 mila tonnellate di "stracci", che vengono lavorati
con la tecnica della cardatura. I filati sono prodotti con l'impiego
di fibre vergini, o ottenute dal riciclo di tessuti o dai ritagli
di maglieria, sia nuovi che usati. La caratteristica di questa
lavorazione è l'utilizzo di fibre corte e anche non omogenee,
che vengono miscelate tra loro per creare le più diverse
composizioni.
COME SI CALCOLA LA CO2: Deve
essere effettuata l'analisi delle prestazioni energetiche delle strutture e
delle attività dell'azienda con l'obiettivo di valutare il consumo di
energia e le immissioni di CO2 che il processo produttivo scarica
nell'ambiente.
Per fare questo è necessario raccogliere i dati sui consumi energetici
dell'azienda, sull'utilizzo dei materiali, sui trasporti della merce e dei dipendenti. Tutto questo lavoro è stato
fatto sulle aziende che hanno preso parte al progetto, per arrivare alla misurazione
delle emissioni prodotte dalla loro attività; il dato così ottenuto,
valicato da TUV Italia, potrà essere quindi annullato con l'acquisto dei
crediti.
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